Tipologie di diarrea: come riconoscerle

Un episodio di diarrea può capitare a tutti: dopo un pasto insolito, durante un viaggio, in seguito a un’infezione o durante una terapia farmacologica.

Tendiamo spesso a considerarla come un unico disturbo, ma non tutte le diarree sono uguali. La durata, le modalità con cui si manifesta e le possibili cause possono essere molto diverse e rappresentano informazioni importanti per capire cosa sta succedendo al nostro intestino.

Imparare a riconoscere queste differenze è il primo passo per prendersi cura del proprio benessere intestinale in modo più consapevole.

Quando si può parlare di diarrea?

La diarrea è caratterizzata dall’emissione di feci poco formate o liquide, generalmente associata a un aumento della frequenza delle evacuazioni rispetto alle proprie abitudini.

Può essere accompagnata anche da altri disturbi, come:

  • urgenza evacuativa;

  • crampi o fastidi addominali;

  • gonfiore;

  • nausea;

  • sensazione di debolezza.

Ma uno degli elementi più utili per iniziare a distinguere le diverse forme è la durata.

Diarrea acuta, persistente o cronica: cosa cambia?

Diarrea acuta

Compare improvvisamente e ha una durata limitata nel tempo.

Tra le cause più frequenti possono esserci infezioni gastrointestinali, alimenti contaminati, cambiamenti improvvisi nell’alimentazione o alcuni farmaci.

È il classico episodio che può presentarsi, ad esempio, durante o dopo un viaggio oppure in seguito a un disturbo gastrointestinale occasionale.

Diarrea persistente

Quando il disturbo si prolunga più a lungo rispetto a un comune episodio acuto, è importante non limitarsi ad aspettare che passi.

La persistenza dei sintomi può infatti indicare che l’intestino non ha ancora ritrovato il proprio equilibrio e richiede una maggiore attenzione.

Diarrea cronica

Quando gli episodi continuano o si ripresentano per diverse settimane, si parla invece di diarrea cronica.

In questi casi le possibili cause sono numerose e possono essere legate, ad esempio, a disturbi funzionali dell’intestino, condizioni gastrointestinali, malassorbimento o altri fattori che richiedono una valutazione da parte del medico.

La durata, quindi, è un primo indizio importante: osservare da quanto tempo è presente il disturbo aiuta a orientarsi meglio.

Non conta solo la durata: le possibili cause

Due episodi apparentemente molto simili possono avere origini completamente diverse.

Diarrea infettiva

Virus, batteri e altri microrganismi possono alterare temporaneamente il normale funzionamento dell’intestino, provocando evacuazioni frequenti e liquide, spesso associate a crampi, nausea o altri disturbi gastrointestinali.

Una particolare attenzione è utile soprattutto durante i viaggi, quando il cambiamento delle abitudini alimentari e il consumo di acqua o alimenti contaminati possono aumentare il rischio di episodi intestinali.

Diarrea associata agli antibiotici

Gli antibiotici sono fondamentali quando necessari, ma la loro azione non riguarda esclusivamente i microrganismi responsabili dell’infezione.

La terapia può infatti modificare anche la composizione del microbiota intestinale, riducendone temporaneamente l'equilibrio e favorendo la comparsa di diarrea durante il trattamento o nel periodo successivo.

Diarrea legata all’alimentazione

Anche ciò che mangiamo può avere un ruolo.

Intolleranze, difficoltà nell’assorbimento di alcune sostanze oppure un consumo particolarmente elevato di determinati alimenti possono favorire la comparsa di feci liquide o evacuazioni più frequenti.

Per questo può essere utile osservare quando compare il disturbo e se tende a ripetersi dopo il consumo di specifici alimenti.

Diarrea associata a disturbi funzionali

In alcune persone la diarrea può presentarsi in maniera ricorrente senza essere legata a un’infezione.

È ciò che può accadere, ad esempio, in alcune forme di Sindrome dell’Intestino Irritabile (IBS), nelle quali possono comparire evacuazioni frequenti, feci molli o liquide e urgenza evacuativa.

In questi casi è importante rivolgersi a un professionista per identificare correttamente il disturbo ed evitare il fai-da-te.

Cosa succede all’equilibrio intestinale?

Qualunque sia la causa, episodi di diarrea possono mettere temporaneamente alla prova l’equilibrio dell’intestino.

L’aumento delle evacuazioni comporta innanzitutto una maggiore perdita di acqua e sali minerali. Allo stesso tempo, soprattutto in alcune forme di diarrea, può verificarsi un’alterazione dell’equilibrio del microbiota intestinale.

Per questo non è importante soltanto concentrarsi sul singolo episodio, ma anche aiutare l’intestino a ritrovare gradualmente il proprio equilibrio.

Cosa fare in caso di diarrea?

Alcuni semplici accorgimenti possono essere utili durante un episodio occasionale.

Bere regolarmente

Con le evacuazioni liquide l'organismo perde una maggiore quantità di acqua. Mantenere una buona idratazione è quindi particolarmente importante, soprattutto nei periodi più intensi.

Preferire un’alimentazione semplice

Durante la fase acuta può essere utile scegliere pasti semplici e facilmente digeribili, evitando temporaneamente gli alimenti che possono aumentare il lavoro dell’apparato digerente.

Osservare i segnali del proprio intestino

Quando è iniziato il disturbo? Quante volte si presenta? È comparso dopo un viaggio, un alimento particolare o l’inizio di una terapia?

Prestare attenzione a questi elementi può fornire informazioni utili per comprenderne meglio la possibile origine.

Evitare il fai-da-te quando il disturbo persiste

Un episodio occasionale è diverso da una diarrea che continua a ripresentarsi.

Se il disturbo dura a lungo, è particolarmente intenso o si accompagna ad altri sintomi importanti, è fondamentale rivolgersi al medico per individuarne la causa.

Riconoscere le differenze è il primo passo

La diarrea è un segnale attraverso cui l’intestino ci comunica che qualcosa nel suo equilibrio è cambiato.

Durata, frequenza, circostanze in cui compare e sintomi associati possono raccontare molto sulla sua possibile origine. Imparare a osservarli permette di evitare soluzioni uguali per situazioni diverse e di intervenire in modo più consapevole.

E quando l’equilibrio della flora batterica intestinale viene messo alla prova, può essere utile sostenerlo in modo mirato.

Il nostro consiglio Biomalife: DISBIOMA.

Avanti
Avanti

Acidità e reflusso: come prevenirli e ritrovare il benessere digestivo